El Niño è un fenomeno climatico periodico che causa un riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale, con effetti significativi sul clima di tutto il pianeta.
Come funziona?
In condizioni normali, i venti alisei soffiano da est verso ovest attraverso il Pacifico, spingendo le acque calde verso l’Asia e l’Australia. Questo permette alle acque fredde e ricche di nutrienti di risalire lungo le coste del Sud America (Perù e Ecuador), sostenendo un ecosistema marino molto produttivo.
Durante El Niño, questi venti si indeboliscono o addirittura si invertono. Di conseguenza:
- Le acque calde si accumulano al largo delle coste americane.
- La risalita di acqua fredda si blocca.
- La temperatura del mare sale di 1-3°C sopra la media.
Effetti globali
El Niño non è un fenomeno locale: le sue conseguenze si ripercuotono su tutto il mondo.
- Sud America: piogge torrenziali e inondazioni su Perù ed Ecuador.
- Australia e Indonesia: siccità prolungata e rischio di incendi.
- Nord America: inverni più miti e piovosi sulla costa occidentale.
- Africa orientale: piogge abbondanti.
- Italia e Mediterraneo: effetti più deboli ma possibili anomalie termiche e pluviometriche.
Periodicità
El Niño si manifesta irregolarmente, ogni 2-7 anni, e dura in genere 9-12 mesi. La sua fase opposta si chiama La Niña, che porta a un raffreddamento delle acque pacifiche.
Perché è importante oggi
Con il riscaldamento globale, gli effetti di El Niño diventano più intensi e imprevedibili. Alcuni studi indicano che eventi estremi legati a El Niño (come siccità e inondazioni) potrebbero diventare più frequenti e severi nei prossimi decenni.






